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Eiaculazione Precoce: Le controindicazioni dei farmaci

giovedì, 8 luglio 2010

Il farmaco più usato nella cura dell’Eiaculazione Precoce è il Priligy. Nell’ultimo periodo è stato inventato uno spray che sembra fare un ulteriore passo in avanti, il PSD502.

Questi due farmaci hanno però enormi e pericolose controindicazioni.

Priligy:

Gli effetti collaterali del Priligy sono nausea, senso di vertigine, cefalea e diarrea.

Altri effetti indesiderati comprendono:

1. Facile irritazione, aggressività e ansia,
2. Mal di stomaco e sudore sul corpo,
3. Un ronzio nelle orecchie, congestione nasale e visione offuscata,
4. Aumento della pressione sanguigna,
5. Indigestione e secchezza delle fauci.

Effetti indesiderati meno comuni come:

1. battito cardiaco lento o un aumento di battito cardiaco 2. confusione, poca chiarezza, depressione e nervosismo
3. Impossibilità di raggiungere l’orgasmo
4. Sensazione di pressione del sangue bassa o alta pressione del sangue sapore anomalo o un sapore amaro in   bocca.

Controindicazioni del Priligy

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Condizioni patologiche significative a carico del cuore come:

* Insufficienza cardiaca (NYHA classe II-IV)

* Anomalie della conduzione (blocco AV di secondo o terzo grado o sindrome del seno malato) non trattate con pacemaker permanente

* Cardiopatia ischemica significativa

* Cardiopatia valvolare significativa.

Trattamento concomitante con inibitori delle mono-amino-ossidasi (IMAO), o entro 14 giorni dall’interruzione del trattamento con un IMAO. Analogamente, non deve essere somministrato alcun IMAO entro 7 giorni dall’interruzione del trattamento con Priligy (vedere paragrafo 4.5).

Trattamento concomitante con tioridazina, o entro 14 giorni dall’interruzione del trattamento con tioridazina. Analogamente, tioridazina non deve essere somministrata entro 7 giorni dall’interruzione del trattamento con Priligy.

Trattamento concomitante con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (selective serotonin reuptake inhibitors -SSRI), inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina (serotonin−norepinephrine reuptake inhibitors -SNRI), antidepressivi triciclici (tricyclic antidepressants – TCA) o altri prodotti medicinali/erboristici ad effetto serotoninergico o entro 14 giorni dall’interruzione del trattamento con questi prodotti medicinali/erboristici.

Analogamente, questi prodotti medicinali/erboristici non devono essere somministrati entro 7 giorni dall’interruzione del trattamento con Priligy.

Trattamento concomitante con potenti inibitori del CYP3A4 come ketoconazolo, itraconazolo, ritonavir, saquinavir, telitromicina, nefazodone, nelfinavir, atazanavir.

Disfunzione epatica di grado moderato e grave.

Inoltre, Priligy è indicato solo in uomini affetti da EP. Non è stato accertato il profilo di sicurezza e non esistono dati sugli effetti del ritardo dell’eiaculazione in uomini non affetti da EP.

Impiego con droghe ad uso ricreativo (recreational drugs)

È necessario informare i pazienti di non assumere Priligy (recreational drugs).

Le droghe ad uso ricreativo con attività serotoninergica come chetamina, metilendiossimetamfetamina (MDMA) e dietilammide dell’acido lisergico (lysergic acid dietdylamide -LSD) possono portare a reazioni potenzialmente gravi se associate a Priligy.

Queste reazioni comprendono, a titolo esemplificativo ma non limitativo, aritmia, ipertermia e sindrome serotoninergica. L’impiego di Priligy con droghe ricreative aventi proprietà sedative, come per esempio i narcotici e le benzodiazepine, può aumentare ulteriormente la sonnolenza e i capogiri.

L’associazione di alcool e dapoxetina può aumentare gli effetti neurocognitivi dell’alcool e può anche accrescere gli eventi avversi neurocardiogeni come la sincope, aumentando pertanto il rischio di lesioni accidentali. Si raccomanda quindi ai pazienti di evitare di bere alcool durante il trattamento con Priligy.

La frequenza della sincope, descritta come perdita di conoscenza, variava in base alla popolazione studiata ed è risultata compresa fra 0,06% (30 mg) e 0,23% (60 mg) per i soggetti arruolati negli studi clinici di Fase 3 controllati con placebo e 0,64% (tutte le dosi analizzate insieme) per gli studi di Fase 1 condotti su volontari sani non affetti da EP.

Sintomi potenzialmente prodromici come nausea, capogiri/sensazione di stordimento e diaforesi sono stati segnalati con maggior frequenza fra i pazienti trattati con Priligy rispetto a quelli del gruppo placebo.

Se il paziente avverte i possibili sintomi prodromici, deve immediatamente distendersi in modo che la testa sia più bassa del resto del corpo o sedersi con la testa fra le ginocchia fino a che i sintomi non scompaiano e prestare attenzione alle situazioni in cui potrebbe causare danni, comprese la guida e la conduzione di macchinari pericolosi, qualora si manifestassero sincope o altri effetti sul SNC .

Prima di iniziare la terapia, è necessario eseguire un test ortostatico. In caso di anamnesi positiva per reazione ortostatica (documentata o sospetta), è necessario evitare il trattamento con Priligy.

Negli studi clinici è stata segnalata la comparsa di ipotensione ortostatica. Priligy deve essere prescritto con cautela nei pazienti che assumono prodotti medicinali con proprietà di vasodilatazione (come antagonisti dei recettori alfa adrenergici, nitrati, inibitori della PDE5), a causa di una possibile riduzione della tolleranza ortostatica.

Si consiglia cautela nei pazienti che assumono inibitori moderati del CYP3A4 e la dose deve essere limitata a 30 mg .

Si raccomanda cautela se si aumenta la dose a 60 mg nei pazienti che assumono potenti inibitori del CYP2D6 o se si aumenta la dose a 60 mg nei pazienti noti per appartenere al genotipo dei metabolizzatori lenti del CYP2D6, poiché questo può aumentare l’esposizione al farmaco e quindi l’incidenza e la gravità degli eventi avversi dose-dipendenti.

Rispetto al placebo, gli antidepressivi, compresi gli SSRI, hanno aumentato il rischio di pensieri suicidi e di tendenze suicide negli studi a breve termine condotti in bambini ed adolescenti affetti da disturbo depressivo maggiore (DDM) e da altri disturbi psichiatrici.

Priligy non deve essere somministrato a pazienti con anamnesi positiva per mania/ipomania o disturbo bipolare e deve essere interrotto in quei pazienti che sviluppano i sintomi di questi disturbi.

A causa della capacità potenziale degli SSRI di ridurre la soglia convulsiva, Priligy deve essere interrotto nei pazienti che sviluppano crisi convulsive ed evitato nei pazienti con epilessia instabile. I pazienti affetti da epilessia controllata devono essere attentamente monitorati.

Priligy non deve essere impiegato nei pazienti di età inferiore ai 18 anni.

Gli uomini con segni e sintomi depressivi di base, devono essere valutati prima di prescrivere loro il trattamento con Priligy, per escludere disturbi depressivi non diagnosticati. Il trattamento concomitante di Priligy e antidepressivi, fra cui gli SSRI e i SNRI, è controindicato.

Con gli SSRI sono state segnalate emorragie anomale. È pertanto necessario prestare attenzione nei pazienti che assumono Priligy, soprattutto in associazione a prodotti medicinali noti per esercitare un effetto sulla funzione piastrinica (p.es., antipsicotici atipici e fenotiazine, acido acetilsalicilico, farmaci antiinfiammatori non steroidei [FANS], antiaggreganti piastrinici) o anticoagulanti (p.es., warfarin), così come nei pazienti con un’anamnesi positiva per emorragie o disturbi della coagulazione.

L’uso di Priligy non è raccomandato nei pazienti affetti da disfunzione renale grave e si raccomanda cautela nei pazienti con disfunzione renale di grado lieve o moderato.

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo farmaco.

Oltre al priligy e ora in vendita Il PSD502 (uno spray con lidocaina e prilocaina).

Questo spray unisce ai benefici ha anche alcune controindicazioni, come: d esempio

1. disfunzioni erettili nell’uomo,

2. ma anche problemi relativi all’apparato sessuale femminile.

Tutti questi farmaci non sono però una definizione definitiva al problema. Eliminano solo  sintomi per il periodo dell’assunzione.

Ma come si può leggere le controindicazioni sono talmente tali e pericolose che sarebbe molto meglio evitarli.

Per risolvere in maniera definitiva e senza l’assunzione di farmaci, il problema dell’Eiaculazione Precoce vi sono programmi per il cambiamento permanente come:

EiaculazioneFelice.it

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Eiaculazione Precoce: i consigli per le donne

giovedì, 24 giugno 2010

Dire che gli uomini non hanno problemi a raggiungere l’orgasmo non è corretto.

C’è l’impotenza, lo stress, l’incapacità di mantenere l’erezione, ci sono i problemi fisici, quelli psicologici, c’è l’Eiaculazione precoce … Però se tutto, nella mente e nel corpo, funziona a dovere, un uomo non avrà difficoltà ad arrivare al piacere durante un rapporto sessuale.

Per le donne  purtroppo godere non è così semplice. Anche quando tutto funziona a dovere. E anche quando l’orgasmo arriva, spesso i tempi di lei non coincidono con quelli di lui. La buona notizia è che a tutto c’è rimedio.

Tracey Cox, esperta di problemi di coppia, ha stilato qualche dritta. Potremmo chiamarle scorciatoie del piacere. Consigli per aiutare le donne a raggiungere l’orgasmo più in fretta. Per divertirsi di più e meglio sotto le lenzuola. Che non è poco.

Fantasia al potere
Fatevi venire voglia da sole. Anche se siete nel bel mezzo di una riunione di lavoro o a una cena con gli amici chiassosi di lui, se sapete che vi aspetta un incontro sul materasso, preparatevi psicologicamente. Eccitatevi lasciando correre la fantasia, pensando a cosa vorreste che lui vi facesse, a cosa voi vorreste fare a lui, a immagini ad alto contenuto erotico. Preparate la psiche e il corpo al piacere che arriverà, sarete più predisposte ad accoglierlo.

Fai i compiti, tesoro
Sono tante, tantissime, decisamente troppe le donne che sottovalutano l’importanza e l’efficacia degli esercizi di Kegel (chi addirittura ne ignora l’esistenza, legga qua). Muscoli vaginali elastici e ben allenati vi garantiranno orgasmi vaginali (e non solo clitoridei) e soprattutto orgasmi multipli. Inutile dire, poi, che anche lui sentirà il beneficio perché quando saprete stringerlo – diciamo – in un “abbraccio intimo” le sensazioni si amplificheranno per entrambi. Quindi prima di un appuntamento, fate ginnastica là sotto! Nessuno se ne accorgerà, potrete allenarvi anche alla guida, alla scrivania, al supermercato.

Regolati di conseguenza
I preliminari sono fondamentali. Impara a farli durare poco, tanto o tantissimo a seconda del tuo grado di eccitazione. Se hai molta voglia, coinvolgilo in una sveltina (agli uomini piace sempre, no eccezioni). Se ne hai così-così o poca, organizza un intrattenimento adeguato: rapporti orali, massaggi, carezze, sex toys, cibi eccitanti da consumare a letto… Se conduci tu il gioco, spari il colpo d’inizio e piazzi lo striscione del traguardo tutto da sola. Cosa c’è di meglio?

Prendi posizione
Se sai come godi, sai come godere. Impara quale tipo di stimolazione ti eccita di più e ti porta più facilmente al piacere e quando arriva il momento della penetrazione, scegli la posizione che più ti si addice. Per una stimolazione diretta del clitoride (il modo più facile per raggiungere l’orgasmo) lascia che lui si sdrai e sali tu al timone. Altrimenti varia la classica missionaria allargando le gambe a compasso per aumentare il contatto con il suo pube. Qualunque posizione tu scelga, chiedigli di variare i movimenti. Piuttosto che un avanti e indietro forsennato, meglio la circolarità. Guida i suoi fianchi con le mani.

Un bel gioco dura poco
Non ti fissare su un’attività solo perché ti ha portato al piacere. Meglio variare o finirai per voler fare solo quello o – peggio – finirai per sentirti incapace di raggiungere l’orgasmo in altri modi. Alterna il sesso orale alla stimolazione manuale ai sex toys al rapporto sessuale completo. Chi è in confidenza col partner, può aiutarsi con qualche immagine porno. Non tutti i film per adulti piacciono solo agli uomini.

Respira a pieni polmoni
La bella notizia è che la corretta respirazione amplifica l’orgasmo. La brutta notizia è che non esiste una regola, ciascuna deve trovare il proprio ritmo. Ma tentare può essere divertente. Ecco le varie teorie. Alcuni sostengono che trattenere il respiro durante l’orgasmo lo renda ancora più magnifico. Altri dicono che distolga l’attenzione dalla vagina al cervello e riduca le sensazioni e quindi suggeriscono respiri profondi quando arriva il piacere, sostenendo anche che a volte questo agevoli nel raggiungimento di orgasmi multipli. Infine, c’è chi dice che per espandere l’orgasmo e provare il piacere in tutto il corpo, si debbano fare respiri profondi e lenti prima di arrivare al culmine e poi respirare affannosamente durante. Tentar non nuoce, anzi…

Chi fa da sé, fa per tre

Se avete davvero difficoltà insormontabili a raggiungere l’orgasmo, masturbatevi. Fatelo prima del rapporto sessuale per arrivare a offrirvi a lui già molto “avanti coi lavori”. Fatevi masturbare da lui e poi quando ci siete quasi stoppatelo e procedete con la penetrazione. Oppure dedicatevi serenamente al rapporto sessuale e se raggiungete l’orgasmo bene, se non ce la fate, chiedete a lui di finire con le mani (o la bocca) e terminate l’incompiuto da sole. La masturbazione è uno splendido gioco di coppia.

Dopo la teoria, la pratica
Avete usato la fantasia per eccitarvi prima? Fatelo anche durante. Immaginate scenari, situazioni, partner, posizioni o parole che vi eccitano e non vergognatevi: tanto lui non sa leggere il pensiero. Lasciatevi andare e se la cosa vi entusiasma, parlate e fatelo parlare. Il vero organo sessuale da stimolare, d’altra parte, è il cervello. Non trascurate la vostra mente.

Certo le donne possono dare una mano all’uomo, ma è meglio vincere da soli L’Eiaculazione Precoce. A riguardo nasce il programma per il cambiamento permanente:

Eiaculazione Felice

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Eiaculazione Precoce: Le “Scuse” della Disfunzione Erettile

martedì, 1 giugno 2010

Per quanto dirlo non sia molto felice, la disfunzione erettile è una realtà. 

Dati statistici confermano che questa patologia, in Italia, riguarda oltre 3 milioni e mezzo di uomini, con una prevalenza di un maschio adulto su otto.

Quali sono le scuse più comuni degli italiani riguardo questo sgradevole problema? A farne un quadro preciso ci ha pensato l‘ISPO, con un sondaggio fatto su 300 italiani d’età compresa tra i 30 e i 70 anni, che nella propria vita abbiano riscontrato almeno un episodio disfunzionale.

La scusa preferita per un italiano su due è lo stress della vita quotidiana (52%), seguito da stanchezza e ansia da prestazione (38%) e dalla mancata intesa con la partner sessuale (27%).

Meno citate, invece, l’eccesso di alcol, l’alimentazione sregolata e la preoccupazione per la propria salute.

«Da ciò si evince come i maschi italiani tendano a motivare i propri, eventuali, problemi di erezione con giustificazioni di tipo psicologico – spiega Renato Mannheimer, Presidente ISPO – piuttosto che riconoscere alcuni, possibili, errori comportamentali. Che sarebbe come dire: la colpa del mio problema non è riferibile a qualcosa di concreto, e proprio per questo faccio più fatica a rivolgermi ad un medico.»

La disfunzione erettile può essere causata anche dall’Eiaculazione precoce ed esserne una delle possibili conseguenze.

La disfunzione si manifesta come ultima fase di un processo in cui l’ansia da prestazione, accorciando la durata del coito, fa vivere l’esperienza sessuale e l’idea stessa di un rapporto sessuale con l’aspettativa che tutto andrà male.

L’iperattenzione alla propria erezione e all’anticipazione negativa non permette la normale erezione del pene.

Questo evento mette la persona in condizione di evitare il rapporto sessuale di breve durata, in quanto generatore di sentimenti di vergogna e inadeguatezza.

In questi casi la disfunzione erettile si autorinforza poiché è la soluzione ad un problema di Eiaculazione precoce.

Per eliminare questi problemi con un’unica soluzione nasce un  programma per il cambiamento permanente come:  “Eiaculazione Felice.

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Le migliori posizioni sessuali contro l’Eiaculazione Precoce

venerdì, 21 maggio 2010

L’Eiaculazione Precoce è soltanto un problema maschile? Sì e no! Di certo l’eiaculazione precoce riguarda la sessualità maschile ma questo tipo di problematica  si riversa inevitabilmente anche sulla sessualità femminile.

Una donna il cui uomo non riesce a controllare la propria eiaculazione difficilmente riuscirà a raggiungere l’orgasmo durante il rapporto sessuale; questo tipo di insoddisfazione potrà portare col tempo anche ad un progressivo calo della libido  aggiungendo nuovi problemi al rapporto di coppia.

Spesso l’eiaculazione precoce colpisce i ragazzi giovani ed inesperti in fatto sesso (è tipica ad esempio della prima volta!) ma se il problema persiste nel tempo è opportuno cercare una soluzione. I rimedi per combattere l’eiaculazione precoce vanno dall’uso classico di creme o preservativi ritardanti alla ginnastica pelvica, l’ultima frontiera del fitness specifica per allenare i muscoli più attivi nei rapporti sessuali.

In alcuni casi viene anche consigliato all’uomo di pensare a qualcosa di triste durante il rapporto per limitare le fantasie sessuali e l’eccitazione, ma vi sembra forse questo un bel modo di fare l’amore? Un strategia sicuramente più efficace, e meno traumatica, per ritardare l’eiaculazione è scegliere la corretta posizione sessuale.

Le migliori posizioni sessuali contro l’eiaculazione precoce sono le posizioni del Kamasutra in cui la donna è attiva. L’uomo deve assolutamente evitare posizioni faticose perché lo sforzo muscolare accelera l’orgasmo in soggetti che già soffrono di eiaculazione precoce.

Da evitare anche le posizioni acrobatiche, che spesso sono faticose e scomode per entrambi i partner. Per combattere l’eiaculazione precoce sono consigliabili posizioni sessuali in cui la donna è sdraiata sopra all’uomo. Non abbiate paura di annoiarvi, con un po’ di fantasia potrete sperimentare numerose varianti: sdraiarvi pancia contro pancia, oppure con la vostra schiena sulla sua pancia, o girate al contrario con la vostra testa verso i suoi piedi o ancora potete stare in ginocchio sul letto.

Da provare anche la posizione dell’Amazzone, in cui l’uomo è seduto e la donna si posiziona a cavalcioni sulle sue cosce dando il ritmo al rapporto sessuale. Certo è una posizione un po’ stancante ma oltre a ritardare l’eiaculazione precoce del vostro compagno permette anche un’ottima stimolazione del punto G: vale la pena di fare un po’ di fatica!

Fortunatamente, oggi è possibile trovare soluzioni e rimedi a questo problema, ad esempio:

EiaculazioneFelice.

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Eiaculazione Precoce: identikit di chi va veloce

venerdì, 14 maggio 2010

La prima ricerca europea sull’eiaculazione precoce ha delineato l’identikit dell’eiaculatore precoce italiano. Trentenne, impegnato, informato, ma non abbastanza.

L’Eiaculazione Precoce è la più frequente disfunzione sessuale maschile, con il 20% di Italiani colpiti, ma l’eiaculazione precoce è ancora circondata da falsi miti, come è emerso dalla ricerca, dal nome eloquente, PE Confidential Survey, presentata in occasione del 25° Congresso dell’Associazione Europea di Urologia (EAU).
Lo studio, che ha confrontato 4500 uomini e donne di 9 paesi europei (Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Uk, Francia, Finlandia e Svezia), è riuscito, così, nell’impresa di delineare l’identikit del maschio italiano colpito da eiaculazione precoce, spazzando via anche una serie di leggende metropolitane.

Chi soffre di Eiaculazione Precoce ha, prevalentemente, tra i 31 e i 40 anni ed è coinvolto in una relazione stabile o di lunga durata (il 76%). Quindi l’eiaculazione precoce non riguarda solo i giovani, alle prime esperienze sessuali, e tanto meno i single alle prese con avventure occasionali.

L’Eiaculazione Precoce è un problema di comunicazione. Per tutti gli altri è solo un problema di testa e di relazione. Ecco perché neppure la metà di chi va veloce (meno del 40%) ha provato un rimedio e perché, tra le soluzioni scelte, il farmaco prescritto dal medico sia appannaggio di pochi, superato da creme, tecniche di comportamento e esercizi fisici.

Ma l’uomo parla poco con il medico, un po’ per imbarazzo, ma soprattutto perché non ritiene sia un problema di sua competenza, ma anche perché vi è una certa sfiducia nei confronti dei farmaci, ormai visti solo come una soluzione temporanea. L’Italiano è, insieme con i cugini Spagnoli, il più aperto e pronto a parlare (lo fa il 62%), soprattutto con la compagna (40%).

I nostri connazionali, inoltre, stupiscono positivamente anche per la loro voglia di informazioni: sono quelli che cercano di saperne di più sull’eiaculazione precoce (65%) e la fonte di informazioni prediletta è Internet (54%).

Crolla, infine, un’altra leggenda metropolitana: quella dell’uomo latino (come detto l’eiaculazione precoce è anche una cosa culturale) preoccupato delle proprie performance sessuali e non abbastanza della soddisfazione della compagna. Secondo la ricerca gli eiaculatori precoci italiani sono addirittura più preoccupati delle loro stesse partner, della soddisfazione sessuale e della stabilità della coppia (il 55% contro il 29%).

E loro, le donne? Pur accomunate con le altre europee dal fatto di fare meno sesso di quanto vorrebbero, le Italiane sono le meno frustrate d’Europa durante l’attività sessuale, ma anche tra le più arrabbiate e quelle che si sentono meno in colpa.

A volte, l’Eiaculazione Precoce può essere combattuta attraverso programmi di cambiamento permanente. Senza dover assumere farmaci che il più delle volte non risolvono il problema.

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